Il neopatentato può guidare un'auto potente se accompagnato?

I limiti restano validi anche con un accompagnatore: nei primi 3 anni dalla patente B non puoi superare 75 kW/t e, per le autovetture M1, 105 kW, circa 142 CV, salvo le eccezioni previste per le esercitazioni con un istruttore qualificato. La sola presenza di un professionista in macchina non trasforma una vettura potente in una zona franca.

Il consiglio “se hai uno più esperto accanto puoi guidare qualsiasi auto” è comodo, semplice e sbagliato a metà. Vale solo in un caso preciso, e quel caso ha regole sue.

La domanda giusta non è soltanto “chi è seduto al mio fianco?”. Devi chiederti anche quale auto stai guidando, quali dati risultano dal libretto e se ti trovi in un'esercitazione riconoscibile dalla normativa oppure in una normale circolazione dopo aver preso la patente.
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Neopatentato e auto potente, sfatiamo il mito

Il foglio rosa è il permesso provvisorio per esercitarti alla guida con una persona idonea accanto. Non è una patente definitiva e non è un lasciapassare per ignorare le regole. La confusione nasce perché, durante le esercitazioni, la normativa consente di usare anche un veicolo più potente, ma soltanto dentro un contesto preciso.

Dopo aver ottenuto la patente B, invece, entra in gioco la limitazione dedicata ai neopatentati. Per i primi 3 anni, la scelta dell'auto deve rispettare i parametri tecnici stabiliti dal Codice della strada. Il periodo non si misura in “finché non ti senti esperto”, purtroppo. La legge non usa il metro delle sensazioni, usa quello della patente e dei dati di omologazione.

Il punto è tutto qui: un accompagnatore qualificato può rendere possibile un’esercitazione su un’auto potente, ma non rende automaticamente lecita qualsiasi guida.

La distinzione pratica è questa:

  • Durante l'esercitazione, la presenza dell'istruttore con i requisiti richiesti può far scattare la deroga ai limiti di potenza.
  • Quando guidi da neopatentato, devi rispettare i limiti tecnici previsti per la tua patente.
  • Un familiare esperto, se non rientra nei requisiti stabiliti, non basta.
  • Un passeggero qualunque, anche se guida da una vita, non cambia la situazione.

La normativa aggiornata è consultabile nella pagina del Portale dell'Automobilista dedicata ai neopatentati. Il punto da ricordare è semplice: la patente B ti permette di guidare, ma per un periodo iniziale ti impone confini tecnici e di velocità.

Per esempio, se hai appena preso la patente e tuo padre si siede accanto a te, non devi pensare “posso guidare la sua berlina perché lui controlla”. Devi prima verificare che ruolo abbia, se possieda i requisiti richiesti e se quella guida sia effettivamente un'esercitazione. Il sedile del passeggero non è una bacchetta magica.
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Limiti di potenza per i neopatentati spiegati bene

La cilindrata non è il parametro principale. Un motore da una certa cilindrata non viene automaticamente promosso o bocciato. La normativa guarda soprattutto a due dati: potenza massima e rapporto tra potenza e peso.

Per le auto di categoria M1, cioè le normali autovetture, il tetto assoluto è di 105 kW, equivalenti a circa 142 CV. In più, la potenza specifica non deve superare 75 kW per tonnellata, calcolata sulla tara del veicolo aumentata di 75 kg per il conducente. I due limiti sono cumulativi e valgono nei primi 3 anni dalla patente B (art. 117 del Codice della Strada).
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I due numeri da non confondere

LimiteValoreCome verificarloPotenza massima per autovetture M1105 kW, circa 142 CVControlla la potenza indicata nei dati tecnici del veicolo e verifica la compatibilità con il librettoPotenza specifica75 kW/tConsidera la potenza in rapporto alla tara aumentata di 75 kgPeriodo di applicazione3 anniCalcola il periodo da quando hai preso la patente BVelocità in autostrada100 km/hVale per i primi 3 anni, controllando anche la segnaleticaVelocità sulle extraurbane principali90 km/hVale per i primi 3 anni, insieme agli altri limiti applicabili

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Il rapporto kW/t serve a evitare una lettura troppo superficiale. Un'auto con una certa potenza può avere una massa elevata e quindi rientrare nel rapporto previsto, ma resta comunque necessario rispettare il tetto assoluto previsto per le M1. Al contrario, una vettura che sulla carta non sembra un missile può non essere guidabile se supera uno dei parametri.
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Come ragionare su un esempio

Supponiamo che tu stia valutando una vettura familiare o un SUV compatto. Non fermarti alla frase del venditore, “è tranquilla”. Una macchina può essere comoda, pesante e brillante allo stesso tempo. Devi chiedere i dati ufficiali dell'esemplare, non basarti sul colore, sul nome commerciale o sulla sensazione che dà quando parte al semaforo.

La verifica corretta segue questo ordine:

  1. Individua la categoria del veicolo, per capire se si tratta di un'autovettura M1.
  2. Controlla la potenza espressa in kW, non soltanto i CV mostrati negli annunci.
  3. Verifica la tara riportata nella documentazione del veicolo.
  4. Considera i 75 kg del conducente nel calcolo del rapporto.
  5. Confronta il risultato con 75 kW/t e controlla anche il tetto di 105 kW.
  6. Non usare la cilindrata come scorciatoia, perché non sostituisce i parametri previsti.

Per approfondire il tema senza cadere nel vecchio mito “basta guardare i centimetri cubici”, qui trovi la guida sul limite di cilindrata per i neopatentati nel 2026. Il concetto centrale resta questo: il libretto conta più dell’opinione del gruppo WhatsApp.
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La regola dell’accompagnatore: chi può stare al tuo fianco

Qui sta il pezzo che crea più equivoci. La deroga non dipende dal fatto che l'accompagnatore sia tuo padre, tua madre, tuo zio o il meccanico di fiducia. Dipende dai suoi requisiti formali e dal contesto della guida.

Per l'esercitazione con un veicolo più potente, a fianco del conducente deve esserci un istruttore che:

  • abbia non più di 65 anni;
  • sia titolare di una patente valida per la stessa categoria conseguita da almeno 10 anni;
  • oppure possieda una patente di categoria superiore.

La deroga è quindi legata alla figura qualificata, non alla semplice esperienza dichiarata. Una persona può guidare da decenni e non avere, in quel momento, il requisito corretto per accompagnare l'esercitazione prevista.
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Il controllo in quattro passaggi

Prima di metterti al volante di un'auto potente, fai questo controllo:

  1. Identifica la fase del percorso. Stai svolgendo un'esercitazione oppure hai già preso la patente e stai circolando?
  2. Controlla l'accompagnatore. Età, categoria della patente e anzianità devono rispettare i requisiti.
  3. Verifica il veicolo. Anche con l'istruttore accanto, l'auto deve essere assicurata, idonea e utilizzata nel modo previsto.
  4. Chiarisci lo scopo della guida. Un'esercitazione supervisionata non equivale a un giro libero con passeggero.

La guida con una persona qualificata permette un addestramento più avanzato. Può essere utile, per esempio, se l'auto che userai dopo l'esame ha caratteristiche diverse da quella dell'autoscuola. Ma la supervisione non cancella gli altri obblighi del conducente e non protegge da ogni possibile infrazione.

Dire “c’è mio padre accanto” descrive una presenza. La legge, invece, verifica requisiti e situazione concreta.

Un altro errore frequente riguarda il limite dei 65 anni. “Ha più di 10 anni di patente, quindi va bene” non è sufficiente se l'età supera il limite previsto. Allo stesso modo, “ha una patente superiore” va valutato in relazione alla categoria richiesta, non interpretato come un generico attestato di bravura.

I requisiti sono raccolti nella guida su chi può fare le guide ai neopatentati. Usala come promemoria pratico, ma per le situazioni dubbie conviene verificare la documentazione con l’autoscuola o con gli uffici competenti, prima di partire e non dopo il controllo.
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Esempi pratici: quando la deroga salva e quando non basta

La differenza si capisce meglio mettendo due situazioni una accanto all'altra. Il punto non è premiare chi ha un accompagnatore, ma distinguere esercitazione autorizzata e guida autonoma soggetta ai limiti.
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Scenario uno: esercitazione con persona qualificata

Hai il foglio rosa e stai facendo pratica su un'auto più potente. Accanto a te siede una persona che rispetta il requisito anagrafico e quello relativo alla patente. In questo contesto la deroga può consentire l'esercitazione anche su un veicolo che non rientrerebbe nei limiti applicabili alla guida autonoma del neopatentato.

Questo non significa che puoi trasformare la guida in una prova speciale. Devi comunque condurre con prudenza, rispettare i limiti di velocità previsti per la situazione, avere i documenti corretti e usare un veicolo regolarmente assicurato.
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Scenario due: giro con il familiare

Hai già preso la patente B e tua sorella, con esperienza di guida, sale accanto a te. L'auto supera i parametri consentiti. Il fatto che lei sappia guidare bene non crea automaticamente una deroga. Se non ti trovi nel caso previsto per l'esercitazione con istruttore qualificato, i limiti tecnici restano applicabili.

Lo stesso ragionamento vale per l'amico che “ha fatto il camionista”, per il collega che insegna guida da anni senza essere la figura richiesta o per il genitore che ti corregge mentre parcheggi. L'esperienza personale non sostituisce il requisito previsto dalla norma.

Dopo l’esame, poi, restano anche i limiti di velocità dei primi anni. Per i primi 3 anni il neopatentato non può superare 100 km/h in autostrada e 90 km/h sulle strade extraurbane principali, e il tasso alcolemico ammesso è 0,0 g/l. La strada non è un circuito, anche se la macchina ha il sound del circuito.

Esistono anche eccezioni collegate a veicoli al servizio di persone con disabilità, ma valgono solo nelle condizioni previste, compresa la presenza effettiva della persona a bordo. Non basta avere un accompagnatore esperto e non basta dichiarare che l'auto serve a quel tipo di trasporto. L'eccezione deve corrispondere davvero al caso disciplinato.
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Come controllare il libretto e verificare i limiti

La verifica va fatta prima di acquistare, noleggiare o prendere in prestito l'auto. Il venditore può essere in buona fede e l'annuncio può essere scritto male. In entrambi i casi, la responsabilità di mettersi alla guida resta un problema concreto, non una discussione teorica.
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La checklist prima di partire

Procedi così:

  • Prendi il libretto dell'esemplare preciso. Non usare una scheda tecnica generica del modello, perché allestimenti e motorizzazioni possono cambiare.
  • Controlla la categoria del veicolo. Per una normale autovettura devi verificare che si tratti di categoria M1.
  • Cerca la potenza in kW. I CV presenti nella pubblicità possono creare confusione, mentre la norma utilizza i kW.
  • Individua la tara. È il dato necessario per il rapporto tra potenza e massa.
  • Aggiungi i 75 kg previsti per il conducente. Non calcolare il rapporto sulla massa che ti sembra più intuitiva.
  • Confronta il rapporto con 75 kW/t. Poi verifica separatamente il tetto assoluto di 105 kW.
  • Controlla la data della patente. Serve per capire se rientri ancora nei primi 3 anni.
  • Verifica i limiti di velocità applicabili. Anche un'auto compatibile dal punto di vista tecnico non consente di guidare come un conducente senza limitazioni.

Il passaggio più sbagliato è fidarsi della cilindrata. Il secondo è confondere i kW con i CV. Il terzo è controllare una versione dello stesso modello e poi guidarne un'altra, magari con un motore differente. È come comprare scarpe guardando solo il colore e poi lamentarsi della taglia.

Se stai ancora completando il percorso per la patente B, una preparazione ordinata aiuta a capire anche questi dettagli. Con BRUM i quiz te li alleni in app, mentre teoria e guide le fai dal vivo con un istruttore, e la burocrazia la gestiamo noi. Qui c’è il percorso completo per la patente B.
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Prepararsi alla guida con l'autoscuola giusta

L'autoscuola può aiutarti su tre fronti molto concreti: interpretare correttamente le regole, organizzare le esercitazioni e verificare che la documentazione sia coerente con il percorso. Non può far sparire i limiti, ma può evitarti di scoprirli durante un controllo stradale.

Il confronto tra percorso autonomo e autoscuola va fatto con criterio:

  • Da privatista, gestisci più passaggi in autonomia e devi prestare particolare attenzione a documenti, prenotazioni e requisiti.
  • Con un'autoscuola, puoi ricevere supporto nella preparazione, nelle guide e nella gestione delle pratiche.

In entrambi i casi, la differenza vera la fa il momento in cui fai le domande: meglio prima di scegliere l’auto che dopo aver commesso l’errore. Accompagnatore, istruttore e semplice passeggero non sono sinonimi, e la distinzione la devi avere chiara tu.
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Le domande che fanno quasi tutti

Un neopatentato può guidare un'auto potente con il padre accanto?

Solo se la situazione rientra nella deroga prevista e il padre possiede i requisiti richiesti per età e patente. La parentela, da sola, non basta.
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Basta avere una persona esperta sul sedile del passeggero?

No. Serve una figura con i requisiti previsti e una situazione di esercitazione coerente con la deroga. L'esperienza generica non è un lasciapassare.
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Il limite riguarda la cilindrata?

No. Il controllo riguarda 75 kW/t e, per le autovetture M1, 105 kW, circa 142 CV. La cilindrata può aiutare a descrivere il motore, ma non decide da sola.
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Quanto durano i limiti per chi ha appena preso la patente B?

Le limitazioni tecniche e i limiti di velocità indicati per il neopatentato si applicano nei primi 3 anni dalla patente B. La data da controllare è quella in cui hai preso la patente, non quella in cui hai iniziato a fare pratica.
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L'autoscuola può dirmi se una macchina è guidabile?

Può aiutarti a interpretare la regola e a leggere correttamente i dati, ma la verifica deve riferirsi al veicolo concreto e ai dati riportati nella sua documentazione. Porta il libretto, non una foto dell'annuncio online.
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In sintesi

  • Un accompagnatore qualificato può consentire un'esercitazione su un'auto potente, ma non autorizza qualsiasi uso dell'auto.
  • Nei primi 3 anni dalla patente B devi verificare 75 kW/t e, per le M1, 105 kW, circa 142 CV.
  • L'accompagnatore deve avere non più di 65 anni e la patente richiesta da almeno 10 anni, oppure una categoria superiore.
  • La cilindrata non è il criterio decisivo. Devi controllare kW, tara, categoria del veicolo e data della patente.
  • L'autoscuola può aiutarti a evitare interpretazioni sbagliate, ma il libretto resta il documento da verificare prima di guidare.
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Articolo scritto da Nicolò Martino.